Articoli

ingresso: volta

Palazzo Della Volpe a Imola: ancora novità

Palazzo Della Volpe a Imola offre altre novità sulla storia dell’edificio e di chi lo abitava.

I restauri voluti dal proprietario nell’ambito della ristrutturazione di un appartamento al primo piano, stanno riportando alla luce gli antichi dipinti murali, coperti da scialbi, che ornavano pareti e volte delle ampie sale. 

Nei secoli è cambiata la forma dei vani e la loro destinazione, e le tinteggiature a calce e a tempera, e anche le varie opere murarie, hanno mutato l’aspetto originario, ma, a quanto pare, non per sempre, perché l’attuale restauro sta ridando loro gran parte dell’originario splendore. 

Nel vano camera da letto la volta decorata ha acquisito maggiore risalto con il restauro delle pareti. Il loro descialbo ha riportato alla luce camera da letto: la parete con la decorazione quattrocentesca riquadrature con tappezzeria dipinta e uno zoccolo con cornici a marmorino. Ma la vera novità è che in alto, in una delle pareti maggiori, dove l’intonachino settecentesco era particolarmente sottile, è affiorata la decorazione quattrocentesca costituita da nastri gialli e rossi e da encarpi che ornano una larga fascia a fondo bianco che, con una trabeazione dipinta, delimitava lo spazio sotto le travi lignee del soffitto a cassettoni, quando Palazzo Della Volpe si chiamava ancora Albergo El Cappello. La decorazione quattrocentesca è a fresco e i colori, per qualità e tonalità, richiamano quelli dei dipinti della volta del negozio a piano terra, sulla via Orsini. Questa rara testimonianza di decorazione del ‘400 è stata lasciata a vista, mentre è stata restaurata la tappezzeria a fondo rosa, che è stata datata all’800, in quanto, sotto gli scialbi, ho trovato un’iscrizione a matita lasciata dal pittore, o dal committente: Finito di dipingere il giorno 5 gennaio 1875. Tutto lo zoccolo, delimitato da una fascia continua a marmorino grigio, è settecentesco. In questa stanza, quindi, ora convivono le decorazioni di tre epoche diverse, a dimostrazione delle vicissitudini subite dal palazzo nell’arco di molti secoli. Tutto il restauro è stato eseguito con colori a calce preparati sul posto e con colori ad acquerello (decorazione quattrocentesca e zoccolo).

 

Nella sala d’ingresso, completamente imbiancata, le proporzioni apparivano squilibrate, poiché la stanza sembrava molto alta e stretta. In effetti era proprio così, perché negli anni ’50 del Novecento la sala fu tagliata circa a metà per ricavare un vano scale, per un nuovo accesso ai piani, dopo il frazionamento del grande appartamento a cui si accedeva dallo scalone principale di Palazzo Della Volpe. Le indagini stratigrafiche preliminari avevano evidenziato la presenza di decorazioni murali si nella volta che nelle pareti. La volta era stata in parte ricostruita usando le centine settecentesche della porzione demolita, ma, durante il descialbo, ho visto che la pellicola pittorica continuava sotto la rasatura di calce e gesso, così il rifacimento è stato demolito, lasciando le centine di sostegno, e riportando alla luce un occhio con volo di colombe, contornato da un festone di frutta e fiori. Attorno lo spazio ha una ricca decorazione “a ombrello” con anche festoni di foglie e fiori e graziosi pinakes. Nelle pareti le riquadrature a fondo rosa sono contornate da finte cornici e da festoni uguali a quelli della volta. Anche qui lo zoccolo è arricchito da marmorini policromi. Un elegante sopraporta policromo è rimasto sopra la porta che portava ad una scaletta di servizio, oggi non più esistente.

ingresso: dopo il descialbo                                      ingresso: le stesse pareti dopo il restauro

 

 

Chiesa di Santa Cristina a Bordignano (FI)

La chiesa di Santa Cristina di Bordignano (FI) è costruita in una piccola radura in mezzo ad un castagneto, ed è attualmente protagonista di un interessante intervento di restauro che ha riportato alla luce un affresco di inizio Quattrocento, raffigurante una “Crocifissione”. 

Chiesa di Santa Cristina

il volantino con il programma dell’evento

Il lavoro nella chiesa di Santa Cristina sarà presentato al pubblico domenica 5 agosto 2018 alle 16:30 con una funzione liturgica e gli interventi dell’ispettrice della Soprintendenza di Firenze che sta seguendo i lavori e della restauratrice Loredana Di Marzio.

Il restauro, finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze, non è ancora finito ma viene ugualmente reso pubblico per il grande interesse che ha suscitato fin dal primo momento.

 

Elementi di portfolio