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Restauro a Palazzo Romagnoli a lavori finiti

Restauro a Palazzo Romagnoli

Il restauro a Palazzo Romagnoli a Cesena, per quanto concerne i lavori della ditta LA FENICE di Imola, è stato eseguito negli anni 1999-2000. 

Durante questo restauro a Palazzo Romagnoli i restauratori de LA FENICE si sono occupati del recupero degli elementi decorativi in pietra della facciata e dei due cortili interni.

Gli elementi architettonici decorativi comprendono il cornicione sottogronda, i marcapiani, le cornici delle finestre e il portale nella facciata, a cui si aggiungono balaustre di balconcini e colonne nei cortili interni. Questi elementi sono realizzati con pietra calcarea bianca di provenienza locale, che però furono in parte sostituiti con nuovi conci in pietra d’Istria durante un precedente restauro.

L’edificio risale al XVIII secolo.

Prima di questo restauro la pietra era ingrigita dai depositi di polvere e smog, che, nelle zone non dilavate dalla pioggia, aveva formato delle estese “croste nere”, di notevole spessore.

La principale operazione di questo restauro a Palazzo Romagnoli era la pulitura degli elementi in pietra per rimuovere tutto lo sporco depositato.

Quest’ultimo era compattato e di notevole spessore, quindi la pulitura si è sviluppata in due fasi: prima con l’applicazione di impacchi a base di argilla e sali organici per la rimozione dei depositi di minor spessore e più recente formazione; poi è stata completata con la microsabbiatura a bassa pressione con ossido di alluminio, limitatamente alle zone in cui la crosta nera era rimasta dopo il primo passaggio.

 Anche in questo restauro a Palazzo Romagnoli sono stati sostituiti alcuni conci, o solo parte di essi, con pezzi di pietra nuova opportunamente sagomata, quando la pietra originale era in stato di degrado molto avanzato. Questa scelta è stata dettata da esigenze funzionali, per il fatto che il palazzo è tuttora in parte abitato  e in parte adibito a sede di eventi.

Dopo la pulitura la pietra originaria è stata consolidata e sono state eseguite le stuccature con malta tonalizzata, per risarcire piccole lacune e fessurazioni e per ripristinare i giunti fra i conci ove essi non risultavano più idonei.

Il restauro a Palazzo Romagnoli si è concluso con il trattamento con liquido idrorepellente su tutte le superfici lapidee.

Con il ripristino della sagramatura a coccio pesto sul paramento murario (eseguito da altre maestranze), il restauro a Palazzo Romagnoli ha ridato imponenza e splendore alla facciata nel contrasto fra il bianco degli elementi architettonici in pietra e il fondo della parete, in mattoni faccia a vista.

Lo stemma dopo il restauro

Lo stemma sulla facciata di Palazzo Romagnoli prima del restauro